Organizzato da Facebook Italia e dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria, il Forum dell’Economia Digitale ha radunato 30 speaker, tra imprenditori, giornalisti, accademici e esperti del settore, per raccontare di quel processo instancabile chiamato anche innovazione.

 

Sono stimati in 31 milioni gli italiani che, ogni mese, accedono a Facebook: sono 25 milioni tutti i giorni e la stragrande maggioranza di loro accede al social network da smartphone. “Per intenderci, è il numero di spettatori che ha visto la finale dei mondiali nel 2006, quando a giocare c’era l’Italia”, ha spiegato Luca Colombo, direttore generale di Facebook Italia, all’ultima edizione di FED – Forum dell’Economia Digitale, che martedì 3 luglio ha radunato una folla di oltre 5mila appassionati al MiCo di Milano. Non può sfuggire, allora, quanto uno strumento come Facebook è in grado di influenzare positivamente anche il settore dell’economia: si prevede che il fatturato del mercato digitale italiano crescerà di 3,8 miliardi di euro nei prossimi due anni, raggiungendo un giro d’affari complessivo pari a 71,4 miliardi di euro. È questo l’altro dato snocciolato durante la conferenza dedicata al mondo digitale, che fa riflettere sulle modalità e i tempi in cui i social hanno modificato, e modificheranno ancora, il mondo in cui viviamo.

Tra i nomi di spicco della giornata c’era infatti anche quello di Ciaran Quilty, vice presidente Facebook per l’area Europa, Medio Oriente e Africa per le piccole e medie imprese, che nel suo intervento ha affrontato proprio le opportunità che i social network possono regalare alle PMI, se usati con la giusta dose di creatività e coraggio. “L’essenza della tecnologia è il sapersi prendere dei rischi”, ha detto Quilty alla platea.

E sono proprio i rischi che corriamo (accanto alle opportunità a cui ci affacciamo) a fare da base agli “esercizi di futuro” che Cristina Pozzi, Co-Founder e CEO di Impactscool, ha presentato al pubblico di FED. A dividere il palco con lei c’era Benedetto Demaio, professore di Storia dell’Arte e tutor TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) per l’Università Bicocca di Milano. Due modi diversi, eppure simili, di dire che lo spazio per un modo nuovo di fare formazione c’è già e saperlo usare al meglio può essere l’occasione che serve ai ragazzi e alle ragazze di oggi per affrontare al meglio il loro domani.

The Future of Tomorrow” è, non a caso, il titolo della manifestazione, che ha voluto comunque essere un momento di analisi sulla situazione italiana in ambito digital. Davide Casaleggio, presidente di Casaleggio Associati e fondatore dell’Associazione Rousseau, la piattaforma di democrazia diretta del Movimento 5 Stelle, sul palco di FED ha spiegato chiaramente che è tempo per l’Italia di rimettersi sulla carreggiata dell’innovazione digitale: solo l’1,34% del PIL del nostro paese è infatti investito in ricerca e sviluppo.

In una realtà come quella italiana, che vede ancora il 31,9% di giovani disoccupati, c’è, però, chi non ha paura di cambiare le cose: Davide Dattoli, Founder e CEO di Talent Garden S.p.a, che oggi conta 22 campus sparsi in 7 paesi del mondo, al pubblico ha spiegato che la soluzione è nel rapporto che le organizzazioni sanno coltivare con i loro clienti.

Testimonianze di un mondo che cambia, e che deve cambiare, arrivano dirette anche dai media più tradizionali: tra gli speaker della giornata c’era anche il direttore di La Repubblica Mario Calabresi, che ha ripercorso l’approdo del quotidiano sulla piattaforma online, avvenuto ancora in tempi non sospetti, quando “l’informazione online aveva lo scopo di spingere le persone a comprare i giornali di carta, pensate un po’”. A un secondo professionista dell’informazione, Luca Sofri, direttore di Il Post e autore del libro “Notizie che non lo erano”, invece, il compito di spiegare l’apparente invasione di fake news sulle nostre bacheche online. Anche se sono in molti a credere che le notizie false siano un male del tempo di internet, la realtà è un po’ diversa: Sofri ha spiegato che “il web, se da un lato aumenta la diffusione delle fake news e dell’informazione cattiva in generale, dall’altro è un grande strumento di verifica e ricerca, e può rendere tutti noi “svelatori di falsità”. Basta volerlo, insomma.

Non sono mancati i momenti più “pop” a questa edizione di FED: ha raccontato di come il mondo dei social ha stravolto per il meglio il mondo della musica italiana il rapper Ghali, che proprio sulle piattaforme online ha raggiunto i suoi primi traguardi. Grande successo anche l’intervento di Salvatore Aranzulla che sul palco del FED ha raccontato il percorso personale che l’ha portato ad aprire Aranzulla.it: dai fogli stampati e distribuiti ai compagni di scuola con le soluzioni per i primi problemi con il PC alle acrobazie necessarie per avere una connessione internet con cui condividere i suoi trucchi con il pubblico online, il guru dell’informatica ha spiegato il retroscena più personale di quello che oggi è uno dei trenta siti più visitati in Italia ogni giorno.

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