Nel 1953 James Watson e Francis Crick annunciarono al mondo di aver finalmente scoperto la forma del DNA, si tratta di una doppia elica molto complessa. Da quel giorno del 1953 l’uomo ha iniziato ad immaginare di poter manipolare il DNA, di poterlo modificare per curare malattie incurabili, creare super umani o semplicemente per poter cambiare il proprio colore degli occhi. Nel corso degli ultimi decenni le scoperte fatte sulla molecola di DNA sono state incredibili, la democratizzazione delle tecnologie di sequenziazione e le recenti scoperte su CRISPR CAS9 hanno portato le nostre aspettative e le nostre possibilità a un livello altissimo.

Cercando online si scopre però che l’ hype del DNA non riguarda solo la genetica in senso stretto, sta nascendo un mercato miliardario fatto di diete e social network.

Avete mai sentito parlare di 23and me? È una società che si occupa di genomica e biotecnologia con sede a Mountain View, in California, la stessa città di Google penserete, infatti è stata fondata dalla moglie di Sergey Brin. La sua attività di raccolta e analisi genetica basata sulla saliva è stata nominata invenzione dell’anno dal Time nel 2008. Attraverso questi test genetici e 300 dollari possiamo scoprire di più sui nostri avi, le patologie a rischio legate al nostro DNA e persino alcune intolleranze alimentari. Dopo qualche problema di regolamentazione con la FDA e 250 milioni di finanziamento, 23and me è diventata un’azienda leader nel settore dei test genetici, arrivando nel 2017 a più di 2.000.000 di clienti in tutto il mondo.

Ora immaginate Facebook acquisti domani 23and me, dove sono raccolti 2 milioni di profili genetici. Immaginate ora che Facebook vi invii una notifica di questo tipo:

“Carica il tuo profilo genetico, trova i tuoi parenti in USA, Australia o in Italia ed interagisci con loro, la tua famiglia ti aspetta”. 

Probabilmente fareste quello che avete fatto quando vi siete registrati a Facebook la prima volta, accettereste senza leggere la privacy policy, infondo chi non vorrebbe scoprire di avere un cugino di terzo grado milionario a Los Angeles o cugini che fanno surf in Australia.

DNA: dalla genetica ai social networkForse le probabilità di trovare lo zio milionario sono molto basse, anche perché dovrebbe aver utilizzato 23andme anche lui per avere un match, anche quelle di essere cugina di Jessica Alba non sono altissime, ma il pensiero di parlare con un parente lontano che vive magari in un altro continente credo possa essere stimolante. Cosa succede una volta accettato? Facebook userà lo stesso strumento che voi avete utilizzato per conoscervi meglio, per raggiungervi con una pubblicità così targettizzata da non poter sbagliare. Il vostro DNA vi ha detto che avete il corredo genetico di uno sportivo? C’è molta più probabilità che la nuova pubblicità delle scarpe da running della Nike non vi lasci indifferenti; Il test ti ha messo in guardia sull’utilizzo dei latticini? Probabilmente sei ancora fan della pagina formaggi dal mondo, che hai messo tra i preferiti quando mangiavi kg e kg di mozzarelle, ma il tuo DNA ha detto a FB che probabilmente non lo comprerai, non sei un target interessante. Il DNA ti dice anche che tipo di cerume produce il tuo orecchio (paradossalmente è una delle informazioni su cui la percentuale di errore è bassissima), la pubblicità che vedrai sarà “Il cerume umido? Scopri XXX il rimedio più utilizzato nel mondo” E cosa dire della tua donna ideale, perché affidarti al caso per una cosa così importante, scopri la tua anima chimicamente gemella.

Niente di quello che vi ho detto è frutto della mia immaginazione, 23and me offre una funzione che si chiama “Trova parenti” resa disponibile appena finito il test, persino sul “dating” non mi sono inventato nulla, vi basterà visitare siti come Genepartner o Scientificmatch per scoprire che è una pratica comune, ma non ancora molto diffusa in Europa.

Questi portali si concentrano su pochissimi geni, quelli che codificano per gli antigeni di immunocompatibilità o semplicemente HLA. Gli HLA sono molecole prodotte dai globuli bianchi e sono responsabili della risposta immunitaria del nostro organismo. Sono importantissimi fattori da tenere in considerazione ad esempio se si parla di eventuali trapianti, ci danno una percentuale attendibile della possibilità di un eventuale rigetto. Cosa c’entra tutto questo con i siti di dating quindi? Bè è la stessa cosa che mi sono chiesto anche io, la risposta è stata che molti scelgono il proprio partner in base all’olfatto, l’attrazione olfattiva sembra dipendere proprio da questi HLA, sembra che alcuni studi dimostrino che siamo attratti da HLA diversi dai nostri, che è come dire “Hai dei meravigliosi globuli bianchi”.

Gli studi, ad oggi, sembrano smentire questa assunzione che sembra invece essere verificata in topi, pesci e qualche scimmia. Magari non funzionano ancora benissimo ok, comunque sono forse meglio degli strani e misteriosi algoritmi che vi faranno incontrare l’anima gemella, dopo un comodo bonifico di qualche migliaio di dollari.

Andrea Geremicca