Anche quest’anno per il Capodanno abbiamo avuto occasione di fermarci a pensare all’anno trascorso, agli obiettivi raggiunti e ai nostri fallimenti: un momento importante di riflessione che periodicamente ci permette di confrontare il passato, il presente e il futuro, osservando il tempo che trascorre e le azioni che abbiamo intrapreso.
È un momento magico, dove per qualche giorno tutto è possibile, tutto potrà migliorare e gli errori si potranno rimediare nei prossimi 12 mesi.
Un momento dove possiamo segnare un passaggio e cancellare le cose negative per fare spazio alle novità e alla speranza.
Da secoli, le civiltà umane, usano festeggiare questo passaggio, in modi diversi ma esprimendo la stessa necessità di fissare un momento di passaggio e di progettare il futuro.

Il pensiero sul futuro

Il futuro è sempre con noi: non si tratta di qualcosa che affrontiamo solo una volta l’anno in occasione di un nuovo inizio, ma di qualche che ci accompagna costantemente: ma lo facciamo in modo irrazionale e con orizzonti temporali che sono spesso troppo corti per permetterci di progettare al meglio il nostro futuro, quello della nostra famiglia o del nostro lavoro.

Allenarsi al pensiero sul futuro come disciplina significa, in un certo senso, vivere costantemente a capodanno: mettere in discussione le azioni passate, osservare il presente e progettare le azioni da intraprendere sulla base del contesto che immaginiamo si possa realizzare nel futuro, con creatività, un briciolo di ottimismo e razionalità.

Abraham Lincoln ha detto in una frase divenuta famosa: “The best way to predict the future
is to create it”,
il modo migliore di predire il futuro è crearlo.

In questa frase sono racchiusi alcuni concetti chiave riguardo al pensiero sul futuro:

  • Predire il futuro è difficile, ma c’è la possibilità di influenzarlo.
  • Per influenzare il futuro bisogna agire in prima persona. Questo ci permette anche di anticipare il futuro, anziché reagire semplicemente agli accadimenti che occorrono.

Ma prima ancora di agire, è necessario pianificare: per creare un futuro, bisogna prima di tutto immaginarlo.

Il futuro, dunque, è anche il risultato delle nostre previsioni, e un modo per iniziare a influenzarlo positivamente è provare a immaginarlo come lo vorremmo. Questo è il primo passo per realizzarlo.”, come scritto nel libro 2050. Guida (fu)turistica per viaggiatori nel tempo. Che sia questo il proposito per il nuovo anno: pensiamo e immaginiamo il futuro e prepariamoci a creare il migliore dei futuri possibili, per il 2018 e tutti gli anni a venire, per noi stessi e per tutti gli esseri umani.

Impactscool

2050. Guida (fu)turistica per viaggiatori nel tempo.

Cristina Pozzi

Cristina Pozzi è imprenditrice nel settore profit e no profit, speaker, advisor e angel investor. Dopo aver venduto Wish Days a un gruppo internazionale nel 2016, oggi è co-fondatrice e CEO di Impactscool e co-fondatrice di Checkout Free Technologies (soluzioni AI per la vendita al dettaglio). Su Impactscool Cristina scrive di innovazione e di tecnologia, con particolare attenzione alle possibili implicazioni morali e filosofiche.