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Un nuovo membro per l’equipaggio dell’ISS: un robot

I sei astronauti che vivono sulla stazione spaziale internazionale da qualche giorno hanno un nuovo compagno di equipaggio. Si chiama Cimon, Crew Interactive Mobile Companion, ed è un robot dotato di intelligenza artificiale, arrivato a bordo dell’ISS con l’ultimo carico di rifornimento inviato con SpaceX. Rotondo, poco più grande di un pallone da volley, Cimon è dotato di uno schermo su un lato ed è in grado di interagire con i suoi “colleghi” umani e di spostarsi, grazie a un sistema di 14 ventole, nella stazione spaziale. Il robot è stato sviluppato dall’agenzia spaziale tedesca e rappresenta il primo esperimento di cooperazione uomo-macchina nello spazio. Ad occuparsi di lui sull’ISS sarà l’astronauta Alexander Gerst, mentre sulla Terra IBM continuerà a monitorare ed aggiornare il “cervello” di Cimon. Chissà se questo sarà il primo passo di una lunga e proficua collaborazione tra uomini e robot nello spazio, uno scenario che ricorda quanto accaduto con un tale R2-D2 “tanto tempo fa in una galassia lontana lontana”.

 

Facebook ci spierà attraverso la tv?

Ancora una volta Facebook è finito al centro del dibattito mediatico per questioni legate alla privacy dei suoi utenti. In questo caso, però, pare che ci sia stato solo un fraintendimento. L’oggetto della contesa è una nuova tecnologia, il cui brevetto è stato depositato il 12 dicembre 2016 e pubblicato il 14 giugno 2018, che, secondo i “complottisti”, permetterebbe a Facebook di “spiarci” quando guardiamo qualcosa online o alla tv, attraverso il nostro smartphone. Secondo alcune interpretazioni del brevetto, infatti, questa tecnologia sarebbe in grado di attivare automaticamente il telefono attraverso alcuni messaggi audio nascosti, registrare i suoni ambientali e inviarli a Facebook a scopi pubblicitari. La realtà dei fatti, però, è ben diversa: stando a quanto recitano i documenti, il sistema si potrebbe definire come una sorta di Shazam della pubblicità, in grado di registrare l’ambiente intorno a sé quando il dispositivo (non per forza uno smartphone) capta un segnale e riconoscere che cosa viene trasmesso grazie a una banca dati costruita in precedenza. Nel brevetto, quindi, non si parla mai di attivazione automatica del microfono e nemmeno di smartphone. Facebook, inoltre, ha già comunicato che non svilupperà questa tecnologia.
Un falso allarme, dunque, dettato probabilmente dai recenti trascorsi di Facebook. È chiaro però che questa tecnologia, nelle mani sbagliate, potrebbe essere potenzialmente pericolosa. Ma non è certo l’unica.

 

Anche l’Italia ha il suo laboratorio nazionale per l’IA

È composto da oltre 600 ricercatori di circa 40 università il Laboratorio nazionale per l’Intelligenza artificiale e sistemi intelligenti, presentato a Roma. Il Laboratorio è guidato da Rita Cucchiara, docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia e promosso dal Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica. Il Laboratorio si propone come punto di riferimento per le start-up del settore e vuole collaborare con il mondo industriale. In un Paese come il nostro, ricco di grandi ricercatori, mancava ancora una realtà che facesse da collante e che permettesse all’Italia di stare al passo con le super potenze mondiali del settore, come Cina e Stati Uniti.
Una bella notizia, non solo per la ricerca ma anche per il mondo delle imprese.

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