ActionAid ha lanciato il suo chatbot, Aida, che permette di avere informazioni sulla ONG in tempo reale: come funziona ce l’ha spiegato Paolo Chiovino, Head of Digital Communication di ActionAid Italia, all’ultima edizione del Web Marketing Festival.

 

Può dialogare con gli utenti, raccogliere le loro richieste e dare le risposte più adeguate: Aida è il nuovo chatbot di Messanger lanciato da ActionAid, l’organizzazione internazionale che opera, in Italia e in altri 40 paesi del mondo, al fianco delle comunità più povere contro fame, ingiustizia e disuguaglianza sociale. Richiamo evidente al nome dell’associazione stessa, il nome Aida è anche un omaggio all’impegno che ActionAid prende quotidianamente in difesa dei diritti delle donne.

Basta connettersi alla pagina Facebook dell’associazione per iniziare a “conversare” con il bot: per ogni domanda posta dall’utente, Aida offre delle risposte preimpostate, ma sempre precise. Viene data anche la possibilità di attivare le notifiche della pagina per ricevere aggiornamenti da ActionAid, per esempio le notizie che raccontano l’impegno dell’associazione e dei suoi attivisti in Italia e nel mondo, le opportunità per impegnarsi in prima persona diventando attivisti o i modi in cui è possibile offrire il proprio supporto tramite donazioni.

Sviluppata grazie al supporto dell’agenzia Imille, Aida è quindi il modo più veloce, e più efficace, per raggiungere quei 30 milioni di utenti che in Italia accedono a Facebook mensilmente: 24 ore su 24, in modo immediato, si possono avere informazioni dettagliate sulle attività dell’associazione.

All’ultima edizione del Web Marketing Festival, Paolo Chiovino, Head of Digital Communication di ActionAid Italia, è intervenuto per spiegare come funziona questo chatbot e quanto uno strumento come questo possa risultare utile per la realtà no profit. “Per tanti aspetti, proprio noi che lavoriamo per il cambiamento della società siamo i primi a essere conservatori: facciamo fatica a innovare, a sperimentare, a testare.” – ci ha spiegato Chiovino – “Il mondo no profit ha bisogno di imparare che ci sono tante soluzioni innovative da scoprire”.

 

Aida, il bot di ActionAid che ha una risposta a tutto (anche agli insulti)

Paolo Chiovino, Head of Digital Communication di ActionAid Italia, all’ultima edizione del Web Marketing Fest, 22 giugno 2018

 

L’immediatezza di Aida è sicuramente uno dei suoi punti di forza: sfruttando i tempi velocissimi ed estremamente volatili dei social network, il chatbot avvicina il mondo di ActionAid a un numero sempre più grande di utenti: “I social sono uno strumento utilissimo per noi, perché possiamo raggiungere un numero molto alto di persone. In più ci hanno permesso di introdurre contenuti sempre più interattivi, consentendoci di abbattere molte frontiere: oggi possiamo mettere a contatto un donatore con la comunità sostenuta, semplicemente con l’uso dello smartphone”.

Un impegno solidale che non è immune, però, al “lato oscuro” della tecnologia: Facebook, come il resto del mondo dei social network, è troppo spesso il teatro di una serie di attacchi a ActionAid, ai suoi volontari, alle attività dell’associazione. Un pericolo di cui è stato tenuto conto nella realizzazione di Aida, che è perfettamente in grado di reagire agli attacchi più critici: “Gli insulti si affrontano cercando di non avere paura; si prova a spiegare – se ci sono margini di dialogo. Io sono anche per la linea più dura: non abbiamo paura di bannare qualcuno nei casi più gravi, quando è evidente che non c’è dialogo” – Spiega ancora Chiovino – “Il nostro scopo non è tanto quello di proteggere il brand ActionAid (ormai noi siamo rodati!), ci interessa piuttosto proteggere la nostra community, tutelare il più possibile l’esperienza che i nostri veri “fan” fanno sui nostri social e sul nostro sito”.

E nel futuro di Aida cosa c’è? “Innanzitutto, l’idea è che presto Aida diventi anche vocale. Nel frattempo la nostra idea è quella di essere sempre più presenti su tutti i mezzi di informazione, anche quelli fisici, quelli cartacei. Di sicuro continueremo a lavorare per fare in modo che l’esperienza sia sempre migliore, per esempio stiamo pensando a una grafica migliorata. In futuro pensiamo ci sarà anche la possibilità di donare via Messanger: anche questo aprirà nuovi scenari di marketing e di fundraising”.

The future is open source!